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E' un mondo difficile (15 )


di chiara94
21.11.2025    |    602    |    129 7.3
"Per quanto riguarda le curve, e’ leggermente meno prosperosa di Greta; ma si difende ugualmente bene..."
Non riesco a nascondere il mio profondo disagio, al punto che Gaia interviene ancora una volta:" Francesco; stiamo solamente scherzando."
Cerco di evitare uno scontro, dove uscirei sicuramente perdente:" Lo so, ma non sono in vena di ridere. Un altro giorno, l'avrei fatto anche io."
Valentina lancia l'idea:" Comunque ci saranno sicuramente altre occasioni."
A questa frase, la mia prima reazione e' guardare male Valentina.
Non riesco a non dare nell'occhio, cosicché Gaia mi redarguisce nuovamente:" Francesco; non puoi fare il processo alle intenzioni. Qui veramente, non ha detto nulla."
Con tutta la pazienza del mondo, cerco di sopportare:" Lo so; hai ragione. Scusami. Ormai ho l'umore un po' cosi'; e non mi cambia in cinque minuti."
Gaia guarda Fausto:" Continua. Scusami, se ti ho interrotto."
Fausto le risponde:" Ma va, ci mancherebbe. Se sei curiosa, e' normale che tu mi fermi."
Io torno a guardare Fausto, che capisce subito, di aver nuovamente parlato troppo:" Ok, sto zitto. Meglio che continuo.Mi sono abbassato i pantaloni, ha dovuto segarmi per cinque minuti.Non essendo una grande visione;il mio fratellino ci ha messo un po', per diventare duro. Appena mi è diventato abbastanza duro; lei lo ha mollato, e si è tirata su le tette, usando entrambe le mani! Sai, erano pesanti."

Gaia si sbellica dalle risate.
E' una parte di lei, che non conoscevo.
Come può essere cosi' divertita, sentendo questa marea di cazzate?
Fausto, ovviamente, ci marcia sopra:" Gaia; dimmi tu, quando posso continuare ."
Gaia cerca di riprendere il controllo e, a poco a poco, diminuisce l'intensità della risata:" Vai pure."

E cosi' Fausto riprende a dire le sue puttanate:"L'ho preso in mano, mettendoglielo in mezzo, a quelle grosse tette. E lei ha iniziato a spingere una verso l'altra. Con le sue enormi tette , mi stringeva il cazzo. Avevo il cazzo ben piantato, lì in mezzo. Ho iniziato a muovermi sulle ginocchia, e a muovere il bacino; per fare andare su e giù, il mio bastone. Lateralmente non potevo muoverlo . Ce l'avevo letteralmente incastrato. Andava solamente su e giù. E quando andava su, finiva tutto scappellato.Mi pareva anche di avercelo più grosso. Quando andava giù, sembrava nascondersi."
Gaia non riesce proprio a controllarsi; ormai lei e le risate vanno di pari passo.
Fausto prosegue:" era un cesso, ma sapeva fare bene la spagnola. Dopo pochi minuti, sono venuto.La sborra è uscita, mentre il cazzo stava andando verso il basso, e così si è fermata principalmente in mezzo alle tette. La mia idea originaria era di sborrarle in faccia o in bocca, ma doveva essere una del mestiere. Sapeva come evitare le sborrate a tradimento!"
Gaia, continuando a ridere, gli chiede:"E poi?"
Lui e' quasi arrivato al termine del suo show:"Poi le ho dato un fazzoletto, per pulirsi. E me ne sono andato. L'ho lasciata lì, da sola."
Gaia, naturalmente ridendo, esclama:"Che cavaliere."
Fausto obietta:" ma se non mi piaceva . È stata solamente un perfetto sborratoio."
Gaia si rivolge all'amica:" Vale; era da tanto, che non ci divertivamo così."
Valentina e' d'accordo con lei:" Già. Serate così, dobbiamo farle più spesso."
Improvvisamente, Fausto azzarda a chiederle:" e tu Gaia; sei mai stata portata in un'aula vuota, da un ragazzo?"
Gaia smette di ridere:" cosa? Non ho capito. Puoi ripetere?"
Fausto capisce, di aver esagerato; e cosi' cerca una via di fuga:" No, niente. Parlavo da solo."

Io sono completamente sconvolto.
Ho bisogno di alzarmi in piedi, per cercare di non scoppiare.
Pero' Gaia non me le fa passare una:" cosa c'è; Francesco?"
Ho nuovamente sbagliato, mettendo in risalto il mio forte disagio.
Provo a recuperare il controllo:" Niente; Gaia. Sono rimasto infastidito, sentendo quella domanda. Ma e' stato un disagio passeggero; ora e' tutto a posto."
Inutile mentire; tanto era palese la cosa.
Ho cercato di mascherare, per quanto ho potuto.
Anche se una maschera non può mai nascondere totalmente l'identità di una persona.
Continuando a spazientire Gaia; rischio che dopo, non mi parli privatamente.
E sono molto curioso di sentire, cosa deve dirmi.
Gaia vuole sincerarsi delle mie condizioni:"Quindi tutto ok?"
Io abbozzo un sorriso:"Si."

Gaia conduce le danze:"Allora tocca a Nicholas."
Lui precisa:"Riguardo a me, dobbiamo andare un po' indietro nel tempo. Addirittura a maggio."
Gaia lo guarda, stupita:" addirittura cosi' in là?"
Il mio amico conferma:" Si, ora ti racconto.Mentre facevo la spesa, ho incontrato una mia ex compagna delle superiori. Una parola tira l'altra, e abbiamo preso un caffè. Abbiamo iniziato a sentirci assiduamente e, una sera, l'ho portata al cinema. Cioè, non mi piaceva molto; pero' era da un po', che non avevo un contatto ravvicinato con una ragazza. E cosi' al cinema, le ho preso la testa, e glielo ho girata verso di me. Sono stato lesto, a metterle la lingua in bocca. Lei, presa alla sprovvista; ha ricambiato quasi subito. Però, appena ho tentato di mettere le mani sotto i suoi vestiti; mi ha bloccato. Al che, ho lasciato perdere."
Un po’ di perplessità sembra esserci in Gaia:" Forse, alla prima uscita, non era il caso di osare così tanto."
Il mio amico non può che darle ragione:"Anche io ho pensato la stessa cosa, nei giorni seguenti; pero' avevo voglia. Credo che, al cinema, una palpata sotto i vestiti, sia il minimo!"
Gaia e' sempre più curiosa:" E poi cosa e' successo?"
Lui allarga le braccia :" Lei non ha più parlato, per tutta la durata del film. L'ho accompagnata a casa e, in macchina, non ha detto una parola. Mi ha bloccato sui social, addirittura."
"Addirittura?" e’ il commento di Gaia.
Però lui sembra non riuscire a darsi una spiegazione:" Gaia; ma io non ho esagerato.Te lo assicuro."
Lei cerca di andare più a fondo:" Cosa intendi, con non aver esagerato?"
Vuole provare ad essere sincero, fino in fondo:" Sono riuscito a slacciarle i pantaloni, ed a mettere una mano dentro, le sue mutandine. Però sono solamente riuscito ad accarezzarle la figa, per pochi secondi. Ha stretto le gambe; non sono riuscito, a mettere un dito, dentro la figa. Forse si e' arrabbiata, perché e' saltato il bottone dei pantaloni."
Per fortuna Gaia e’ obiettiva:"Forse sei stato un po' troppo irruente."
Lui non e’ convinto del pensiero di Gaia:" Dici? Un bottone dei pantaloni si può attaccare facilmente."
Il suggerimento di Gaia e’ il più giusto:" Avresti dovuto mandarle dei fiori, per farti perdonare."
Il mio amico ammette l’errore:" Non ci ho pensato! Hai ragione!"

Interviene Giacomo:" Oppure avrebbe dovuto offrirsi di portare i pantaloni, da una sarta."
Indovinate cosa fa Gaia?
Ovviamente si mette a ridere.
Sembra che non sappia fare altro.
Fausto cerca nuovamente di fare domande private, a Gaia:" Mariano ti ha già portata al cinema?"
Gaia prende la cosa sul ridere:" Ma che curioso, che sei. Non vi dico nulla."
Io ironizzo:" Oltre che pagliacci, sono pure dei segaioli."

Torniamo a Roberto.
Intanto Lavinia sta continuando ad accarezzarmi i capelli, mentre il mio viso e' ben appoggiato alle sue grosse tette.
Non so neanche, se sia vero, cosa sta accadendo.
Probabilmente sto sognando.
E' l'unica spiegazione, che riesco a trovare.
Proprio perché sono quasi certo, di essere in un sogno; trovo il coraggio, per pronunciare la seguente frase:" Lavinia; ma non è squallido in bagno?"
Lavinia spalanca gli occhi, per lo stupore:"cosa?", smettendo di accarezzarmi i capelli.
La sua mano, che non mi spettina mi più; mi crea un profondo disagio:" Lavinia; perchè ti sei fermata?"
Rimane silenziosa, decidendo di non proferire parola; pero' riprendendo subito, ad accarezzarmi i capelli.
Ed io riprendo a stare bene, azzardando a dire:" io non sono esperto, non ho mai avuto la ragazza; però solitamente funziona in un altro modo."
Nel mentre, inizio a muovere leggermente la testa, tra le sue tette.
E' come se le sue tette, massaggiassero la mia testa.
E' una sensazione indescrivibile, per me.
Tanto e' solamente un sogno.
E poi non mi ha espressamente vietato di farlo.
Lavinia smette di accarezzarmi i capelli, per passare ad accarezzarmi il viso:" sentiamo; Roberto."
Forse ho esagerato.
E' vero, che mi sta ancora accarezzando; però non sono certo di muovermi bene.
Lavinia ha scelto Bruno; e' stata chiara con me.
Adesso il mio obiettivo e' cercare di rimediare :" Scusami; ho parlato troppo."
Lavinia si mette a giocare con il lobo del mio orecchio, accarezzandolo dolcemente:" no, ormai lo dici; Roberto. "
Devo trovare una via d'uscita:" vado in bagno; non riesco più a resistere."
Allontano la testa dai seni di Lavinia, per potermi alzare dal letto.
Ma una mano di Lavinia mi blocca il braccio:" no, ora devi parlare. Ti ricordi le regole, vero?"

Io mi arrendo; non risponderle, sarebbe peggio:" nel senso che, solitamente, quando un ragazzo e una ragazza sono assieme"
Però ho un blocco improvviso; non ho il coraggio di continuare.
La sua reazione potrebbe essere imprevedibile.
Però Lavinia vuole andare fino in fondo, ormai:" continua."
Il trovare una giustificazione credibile, e' l'unica via d'uscita:" Lavinia; scusami. Sono ingenuo. Parlo troppo."
Lavinia si limita a riaffermare:" le regole; Roberto.Le regole."
Prendo coraggio, esponendo la cosa, tutta d'un fiato:" cioè, in una situazione simile, è quasi sempre la ragazza, che fa sborrare il ragazzo; usando la mano"
L' espressione di Lavinia non muta, e dalla sua bocca non esce alcun suono.
Delle parole, invece, escono da me:" oppure usando la bocca"
Lavinia spalanca gli occhi.
Non si aspettava certamente, quanto ha sentito.
Termino così:" oppure dando la figa al ragazzo."
Lavinia appare stupita, dal mio modo di pormi, cosi' azzardato.
" o addirittura il culo." aggiungo, come ciliegina sulla torta.
Lavinia apre la bocca, per lo stupore:" Roberto ; ma quanti film sconci, guardi?"
Il mio sguardo non può che volgere verso il basso:" purtroppo tanti. Sono uno schifoso segaiolo"
Lavinia, con una mano, alza il mio mento.
Vuole che torni, a guardarla:" se guardi quei film, lo sei. Eccome, se lo sei."

Vorrei dirle qualcosa, ma ho paura di sbagliare.
E così rimango un manichino, seduto sul letto.
E' nuovamente Lavinia, a prendere l'iniziativa:" come mai hai nuovamente allontanato la testa, dal mio petto?"
" Stavo andando in bagno. Mi hai detto cosi.", rispondendo nel modo più scontato possibile.
Lei non vuole sentire ragioni:" Rimetti la testa, dove era!"
E cosi' il mio viso torna ad appoggiarsi, tra quelle splendide tette.
Questa volta torno ad appiccicarci la faccia, come avevo già fatto precedentemente.
Non ho voglia di parlare; ho solamente desiderio di tenere le mie labbra, il più possibile vicine, a quelle protuberanze.
Anche se terrò ferme le labbra, essendo già stato sgridato da Lavinia.
Non mi ricordo neanche più di cosa stavamo parlando; tanto sono preso da queste due grosse tette.
Per fortuna, Lavinia sa cosa dire:" Roberto; se invece ti masturbi, pensando a me; è una cosa diversa. In quel caso, non sei un pervertito."
Le mani di Lavinia tornano ad accarezzarmi: con una, mi accarezza il viso; con l'altra, i capelli.
" Roberto; mi accorgo, che tu sei felice con me, in questo momento." e’ il suo commento.
Non posso fare altro che confermare:" Già."

Lavinia, sorridendo, mi dà una leggera spinta, per allontanarmi.
Ho esagerato.
Ho voluto correre, e questo è il risultato.
Sicuramente non mi parlerà più.
Lavinia si sdraia sul letto, con la schiena; tenendo le gambe piegate e le scarpe appoggiate a terra:" Roberto; ti avevo detto, di non portarmi a casa. Ed ora, giustamente, la paghi cara."

Un momento di sconforto si abbatte su di me:"A Bruno non lo manderesti in bagno. A me, invece, mi mandi."
Lavinia non si scompone, rimanendo nella posizione descritta, con il viso rivolto verso di me:" Bruno non mi avrebbe mai portata a casa."
Altra tristezza si abbatte come un macigno:" Bruno è proprio fortunato. "
Lavinia rimane impassibile:" concordo."
Tutta la delusione mi sta schiacciando:" prima sono riuscito ad accarezzarti la figa, sui jeans. Se ci fosse stato Bruno; ti avrebbe proprio sditalinata, se non addirittura scopata."
Lavinia è pensierosa:" vediamo; Roberto. Hai detto, che sei riuscito. Io avevo le gambe parallele e anche ben distanziate. Cosa hai fatto, di così particolare?"
Faccio una domanda stupida:" scusa, Lavinia; ma non ti ho accarezzato la figa?"
Lavinia sposta lo sguardo verso l'alto, per un attimo; per poi tornare a guardarmi.
Imbarazzatissimo, mi spingo a dire:"ma la figa non è lì?"

Lavinia scoppia a ridere, chiamando sua mamma.
Ho combinato un casino.
Ma Lavinia mi sembrava serena.
Ora mi sbatteranno fuori casa e me lo merito.
Marta arriva quasi subito.
Sua figlia le racconta:"Mamma; Roberto non sa, dove abbiamo la patata."
Marta ridacchia:" Roberto; mi fai veramente tanta tenerezza."
Lavinia non riesce a resistere :" Roberto si è vantato, di avermela toccata."
Appena sento queste parole, mi affretto a puntualizzare:" Marta; c'e' un equivoco. Ti spiego. Non e' come pensi."
La mamma di Lavinia si avvicina a me, accarezzandomi i capelli:"Roberto; stai tranquillo. Ti trovo tutto agitato. Non e' successo niente."
Lavinia mi dà una spintarella su un braccio, sorridendomi:" Diglielo; Roberto. Non mi piace, che dici bugie, a mia mamma."
La mamma di Lavinia mi anticipa:" Comunque non ci credo. Bruno può averlo fatto, ma Roberto no. È troppo imbranato."
Perché deve prendermi in giro?
Sua figlia le ha detto la verità, ed io lo ribadisco:" Marta; ma è vero."
Marta guarda la figlia, che specifica:" si; mamma. Sui jeans, l' ha fatto."
La mamma di Lavinia mi sorride, dandomi un bacio sulla guancia:" Quello, Roberto; non è toccare la figa."

Torniamo a Giuseppe.
Arriviamo davanti alla porta del centro sociale.
Provo a suonare, ma non risponde nessuno..
Appoggio la mano sulla porta, e mi accorgo che e’ aperta.
Mi giro verso Greta:” Entriamo; se non c'è nessuno , usciamo subito.”
Lei e’ d’accordo con me, e cosi’ vado avanti per primo, seguito da lei.
Troviamo una seconda porta, e anche questa è solamente accostata.
Ci appare una stanza spoglia, dove c'è un divano con sopra due ragazzi, che sembrano completamente strafatti.
Si sente il forte odore di fumo.
Devono essersi dati da fare.
Dietro lo schienale del divano, c’ è un ragazzo addormentato, con una bottiglia in mano.
Greta mi parla nell'orecchio:” Giuseppe; i centri sociali sono tutti così.”
Cerco subito di smorzare la sua polemica:” Greta; ma non siamo qui, per fare un’indagine sui centri sociali. Siamo qui, per trovare tua sorella, e andarcene.”

Una voce rimbomba nella stanza:” voi due, chi siete?”
Ci giriamo e ci appare un ragazzo di colore.
Deve essere più grande di noi.
Prima che io possa parlare, ci pensa Greta:” stiamo cercando mia sorella.”
Lui le domanda:” tu sei Greta; giusto?”
Greta fa un cenno affermativo.
Il ragazzo replica:” Sei ancora più bella, dal vivo.”
Lei sorride:” Grazie.”
Io sussurro a Greta:” ma come fa a conoscerti?”
Il tipo di colore se ne accorge:”Cosa c'è?”
Senza farmi alcun problema, ammetto:” Le ho chiesto, come fate a conoscervi.”
Il misterioso ragazzo guarda Greta, che si affretta a rispondere:” E’ uno che mi ha accompagnata.”
Ma cosa sta succedendo?
C'è qualcosa che non torna.
Ho una strana sensazione.

Lui si limita a:” seguitemi.”
Lo seguiamo in un’altra stanza.
Ci sono delle sedie, un tavolo, e un piccolo televisore.
Quattro ragazzi stanno parlando tra di loro.
Subito interrompono la conversazione, mettendosi a guardarci.
Uno di questi chiede:” Greta?”
Lei conferma.
Non sto capendo più niente.
Quel ragazzo prende il cellulare e chiama qualcuno:”E’ arrivata.”
Dopo aver posato il cellulare, si rivolge a noi:” aspettate un attimo qui.”
Io guardo Greta, senza proferire parola.
Ho già capito, che mi nasconde qualcosa.
Non penso che sia una trappola, perché non ce ne sarebbe il motivo.
Ma sicuramente non mi ha detto tutto.
Greta toglie subito lo sguardo da me.
Si, mi ha nuovamente detto qualche bugia.
Il fuggire dal mio sguardo, me l’ha confermato.

Si apre una porta, ed appare una ragazza.
Assomiglia molto a Greta, tranne per i capelli e gli occhi.
Questa ragazza ha i capelli biondi a caschetto, e con frangetta.
I suoi occhi sono verdi.
Per quanto riguarda le curve, e’ leggermente meno prosperosa di Greta; ma si difende ugualmente bene.
La ragazza corre verso Greta, abbracciandola:” Mi sei mancata.”
Greta prova lo stesso sentimento:” anche tu.”
Poi la ragazza si mette a guardarmi:” E lui chi e’?”
Senza farsi problemi di ferirmi, Greta ripete:” Uno che mi ha accompagnata.”
La ragazza viene verso di me:” Piacere, sono Sara. Tu come ti chiami?”
“Giuseppe” rispondo.

Greta continua a non guardarmi.
Non ho idea di cosa ci sia sotto.
A questo punto, ho un'unica cosa da fare:”Sara; io e Greta siamo venuti a prenderti. Tua sorella è molto preoccupata per queste tue frequentazioni.”
Sara si guarda con la sorella.
Tutti i ragazzi mi fissano.
Quello che ha fatto la chiamata, mi chiede:” saremmo noi, le frequentazioni di cui parli?”
Io non ho paura di loro:” Si, mi riferisco proprio a voi.”

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